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Origine

La FAO ha annunciato ad aprile 2002 che circa 90 paesi hanno approvato le nuove linee guida sui materiali da imballaggio in legno che potrebbero contenere insetti pericolosi lignivori.

Le nuove linee guida prendono atto della possibile introduzione e diffusione degli organismi nocivi tramite i materiali per imballaggio composti da legno grezzo non lavorato. Secondo la FAO, questi organismi rappresentano una minaccia non trascurabile per gli alberi viventi.

Le direttive, adottate dalla Commissione pro-tempore per le misure sanitarie (ICPM - Interim Commission on Phytosanitary Measures) della Convenzione Internazionale per la Protezione dei Vegetali (CIPV- International Plant Protection Convention - IPPC) sono state formulate per cercare di armonizzare le diverse regolamentazioni nazionali sui materiali da imballaggio in legno.

Secondo la FAO, l’obiettivo ultimo non è solo quello della protezione delle foreste dagli organismi nocivi importati, ma il libero commercio mondiale in quanto il materiale da imballaggio in legno, sotto forma di pallet, casse, gabbie o materiale di stivaggio, è utilizzato nel 80% circa di tutte le spedizioni transnazionali.

Per garantire che il materiale da imballaggio sia privo di organismi nocivi, gli esportatori dovranno certificare con un simbolo universalmente riconosciuto che il materiale è stato fumigato o trattato termicamente.

Le nuove direttive contribuiranno significativamente a ridurre il rischio di diffusione degli organismi nocivi, ha puntualizzato il coordinatore della Segreteria CIPV della FAO. Saranno di beneficio immediato per i commercianti e l’industria delle spedizioni e consentiranno al contempo una protezione più efficace delle foreste mondiali.

Eventuali misure fitosanitarie non giustificate potrebbero ostacolare il commercio, puntualizza il coordinatore della Segreteria CIPV. Queste misure protettive devono essere armonizzate a livello mondiale tramite l’applicazione di normative internazionali in grado di garantire un commercio sicuro. La protezione deve basarsi su problematiche e interessi legittimi, senza creare barriere commerciali.

Le normative, linee guida e raccomandazioni messe a punto dalla CIPV sono riconosciute dal WTO (Organizzazione del Commercio Mondiale) come lo strumento più idoneo per l’armonizzazione.

I paesi in via di sviluppo incontrano sempre più difficoltà nel cercare di rispondere alle normative internazionali dei partner commerciali poiché non dispongono dell’esperienza e delle infrastrutture necessarie. Per questa ragione la FAO e i paesi industrializzati forniscono loro l’assistenza tecnica e la formazione in materia di misure fitosanitarie con l’obiettivo di aiutarli a conformarsi ai nuovi obblighi internazionali.