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Ambiente

PEFC tra foreste, imprese e persone

01 aprile 2026

La filiera PEFC cresce tra gestione sostenibile, tracciabilità e servizi ecosistemici. Nel 2025 il sistema di certificazione forestale PEFC in Italia consolida il proprio ruolo nella qualificazione della filiera foresta–legno–carta, superando stabilmente la soglia di 1,1 milioni di ettari certificati. La superficie complessiva raggiunge infatti 1.124.507,48 ettari, con un incremento di 63.447,98 ettari pari al +6% rispetto al 2024. Parallelamente, la certificazione di Catena di Custodia registra 183 nuove aziende, portando il totale delle imprese certificate a 1.735 (+11,5%) e segnando il secondo miglior risultato annuale di sempre. Si tratta di un’evoluzione che conferma la certificazione come strumento operativo per la tracciabilità delle filiere, la conformità alle direttive europee e la qualificazione ambientale dei prodotti a base legno.

L’estensione territoriale del sistema coinvolge oggi 16 regioni italiane e nel corso del 2025 ha visto l’ingresso di Campania, Puglia e Molise, ampliando la presenza della gestione forestale certificata anche nel Mezzogiorno. La distribuzione delle superfici rimane tuttavia concentrata nel Nord, con 1.000.442,69 ettari, seguito dal Centro con 108.490,08 ettari e dal Sud e Isole con 14.086,90 ettari. A livello regionale il Trentino─Alto Adige si conferma al primo posto con 597.729,69 ettari certificati, seguito da Piemonte e Friuli─Venezia Giulia, mentre si registra una crescita diffusa delle superfici nel Centro Italia. Questo andamento evidenzia come la certificazione forestale stia assumendo una funzione di infrastruttura tecnica della filiera, in grado di supportare gli obblighi derivanti da EUTR e RED III e l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi degli appalti pubblici, obbligatori nel settore edilizio.

Accanto alla gestione forestale cresce il segmento della certificazione dei servizi ecosistemici, che raggiunge 39 certificazioni su una superficie complessiva di 54.934,81 ettari, quasi raddoppiata rispetto al 2024. Le certificazioni riguardano principalmente la funzione climatica legata allo stoccaggio del carbonio (22 casi), seguita dalle funzioni turistico-ricreative (8), dal benessere in foresta (4) e dalla tutela della biodiversità (3). Le foreste certificate assumono così un ruolo di asset ambientale misurabile, capace di generare valore lungo le filiere industriali e nei mercati della sostenibilità, anche in relazione ai processi di rendicontazione ESG e alla crescente domanda di dati verificabili sulle prestazioni ambientali.

La crescita della Catena di Custodia conferma la centralità della tracciabilità lungo la supply chain, oggi richiesta non solo dalle normative europee sul legname, ma anche dagli appalti pubblici e dai sistemi di rendicontazione non finanziaria. Il 52% delle nuove aziende certificate ha aderito tramite schemi di certificazione di gruppo, modalità che facilita l’accesso delle piccole e medie imprese e rafforza la diffusione del sistema nel tessuto produttivo nazionale. I settori che hanno registrato gli incrementi più significativi sono quelli degli infissi (+28%), delle carte per ufficio e grafiche (+24,6%), degli imballaggi in legno (+23,8%) e dei pallet (+23,1%), a conferma del legame tra certificazione, edilizia sostenibile e logistica.

L’incremento delle imprese attive nella produzione di energia da legno e materiale cellulosico, cresciute dell’85,7% fino a quota 13, evidenzia inoltre il collegamento tra certificazione forestale e bioeconomia circolare, in linea con gli obiettivi della direttiva RED III (sui biocombustibili). In questo contesto la certificazione PEFC opera come sistema di garanzia lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, assicurando che il materiale proveniente da foreste gestite in modo sostenibile sia tracciato attraverso audit indipendenti fino al mercato finale. Nel comparto degli imballaggi e dei pallet, la Catena di Custodia consente di dimostrare l’origine legale della materia prima, qualificare le prestazioni ambientali del prodotto e integrare dati verificabili nei bilanci di sostenibilità, rispondendo ai requisiti della grande distribuzione e delle supply chain industriali. La distribuzione geografica delle imprese certificate riflette la struttura produttiva della filiera legno–arredo–imballaggi: il Veneto si conferma la prima regione per numero di aziende con Catena di Custodia (356), seguito da Lombardia (284) e Trentino─Alto Adige (251), mentre nel Centro Italia la Toscana guida per numerosità e nel Mezzogiorno si segnala la crescita della Sicilia. Questo quadro conferma la certificazione come fattore abilitante per la competitività industriale, in grado di supportare i processi di qualificazione delle filiere e l’accesso ai mercati che richiedono criteri ambientali verificabili.

In un contesto in cui la gestione responsabile delle risorse forestali assume un ruolo sempre più centrale nelle politiche climatiche e industriali, la certificazione PEFC si configura non solo come strumento di garanzia, ma come leva operativa per la due diligence, la trasparenza della catena di approvvigionamento e la rendicontazione delle prestazioni ambientali. La crescita delle superfici certificate, l’estensione dei servizi ecosistemici e l’aumento delle imprese con Catena di Custodia confermano così la certificazione come infrastruttura tecnica della filiera foresta–legno–carta, capace di accompagnare imprese e territori verso modelli produttivi orientati alla sostenibilità, alla tracciabilità e alla conformità normativa.

di Redazione di Legno 4.0