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Imballaggi

Si fa presto a dire 'packaging'

01 aprile 2026

Che cosa sta caratterizzando il comparto dei produttori-gestori di imballaggi in legno? Quali scenari si prospettano per i prossimi anni e per quali motivi? Abbiamo posto il quesito ad alcune delle associazioni aderenti al consorzio Conlegno per raccogliere il punto di vista non solo delle aziende produttrici di imballaggi in legno ma anche di chi ripara e ne gestisce la logistica ed anche di chi utilizza fra le PMI il packaging in legno.

FILIERA LEGNO
Secondo Marco Luchetti, responsabile tecnico-organizzativo di Filiera Legno, il comparto degli imballaggi in legno sta vivendo una fase di profonda evoluzione, tra sfide e nuove opportunità. Luchetti individua tre ambiti strategici: approvvigionamento del tondame, dinamiche della filiera a valle e impatto dei più recenti regolamenti comunitari. "Sul fronte dell'approvvigionamento di tondame, in particolare di abete e pino, stiamo attraversando una fase di mercato storicamente atipica – spiega Luchetti – Negli ultimi decenni non avevamo mai registrato i presenti valori di acquisto. È fondamentale diversificare le specie legnose, pianificare con lungimiranza e valorizzare la materia prima seconda". La scelta della specie incide sulle scelte di investimento ed è un tema di sviluppo industriale. "Per contenere i costi e rafforzare la competitività – sottolinea Luchetti – è importante ripensare l'organizzazione produttiva e investire in automazione e tecnologie efficienti". Sul piano normativo, il 2025 è stato un anno di svolta. Il Regolamento (UE) 2025/40 introduce eco-progettazione, obblighi di riciclabilità e quote minime di materiale riciclato. Il Regolamento (UE) 2024/1781 rafforza i requisiti di sostenibilità. "Gli atti delegati sull'
eco-design premieranno i materiali meno energivori
– precisa Luchetti – e i derivati del legno partono avvantaggiati grazie alla loro rinnovabilità". Il carbonio biogenico sta assumendo un ruolo sempre più centrale nei bilanci di sostenibilità. Anche in uno scenario di revisione del Green Deal, rimarrà un prerequisito imprescindibile nel commercio internazionale. A ciò si aggiunge l'opportunità legata alla difesa: L'aumento delle spese fino al 5% del PIL rappresenta un volano per gli imballaggi industriali. Le quattro parole chiave per il futuro sono: foreste e differenziazione, eco-design e digitalizzazione, carbonio biogenico, difesa.

CONFARTIGIANATO LEGNOARREDO
Secondo Guido Radoani, responsabile nazionale, nella produzione e riparazione di pallet il ruolo delle micro e piccole imprese (MPI) è molto importante e radicato un po’ su tutto il territorio nazionale. La maggiore concentrazione di produttori si registra però al centro/nord, nella logica di seguire la localizzazione dei maggiori comparti industriali e utilizzatori di tutta la gamma di imballaggi, dal pallet all’imballaggio industriale, concentrazione che rappresenta sicuramente la quota maggiore di prodotto su scala nazionale. Il comparto specializzato nella riparazione opera prevalentemente nel ciclo di vita del pallet, recuperandolo e reintroducendolo nel circuito. In questo contesto ben si colloca il progetto di Conlegno sulle ‘Linee guida per le imprese per l’approvvigionamento dei pallet usati’, in fase di definizione. Questa dinamica non la troviamo invece per il comparto degli imballaggi industriali, considerato che questi manufatti vengono progettati e costruiti basandosi sulle esigenze specifiche del materiale che devono proteggere ed accompagnare nel trasporto, e normalmente la vita dell’imballaggio industriale è legata alla fine di tale esclusivo servizio. Dal punto di vista dei consumi, nelle MPI l'utilizzo di pallet è marginale. Nelle aziende strutturate, invece, l’utilizzo è molto frequente e, oggi, queste richiedono al mercato sempre più pallet usati con lo scopo di abbattere i costi e, più in generale, per una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, considerando che il riciclo riduce il consumo forestale evitando l’abbattimento di nuovi alberi.  Riguardo l’imballaggio industriale, invece, rimane forte la necessità di utilizzare prodotti su misura in grado di portare a destinazione il prodotto integro contenendo il più possibile i costi. Proprio perché su misura è quasi sempre di nuova produzione e quindi difficilmente proviene da un processo di recupero/riciclo.

UNITAL–CONFAPI
Secondo il Presidente Riccardo Montesi, il pallet sta vivendo una profonda trasformazione nel panorama delle PMI, evolvendo da semplice imballaggio ‘usa e getta’ a risorsa logistica strategica e sostenibile. Negli anni le PMI si sono ingegnate creando al loro interno pallet riutilizzando spesso legname di recupero soprattutto per motivi di costi, guardando essenzialmente al principio delle economie di impresa. Oggi la riparazione dei pallet è sempre più importante non solo per una riduzione dei costi, ma anche per ragioni di impatto ambientale (non a caso in Italia è in crescita la rigenerazione dei pallet). Allo stesso tempo le aziende che lo producono stanno adottando tecnologie sostenibili, materiali riciclati e produzione a basso impatto ambientale; inoltre possono essere dotati anche di tracciabilità per consentire di monitorare la posizione e lo stato di integrità del bancale lungo la filiera. “In linea generale – sostiene Montesi – possiamo affermare che le aziende italiane produttrici di pallet oggi hanno standard molto elevati di qualità della materia prima, lavorazione e trattamento del legno”.  Per le PMI che li utilizzano, i pallet sono fondamentali per la logistica e il trasporto, in quanto garantiscono efficienza e sicurezza, oltre a dare un contributo all’azienda nei processi di gestione votati sempre più all’ecologia. In generale, il pallet è un elemento chiave per far bilanciare efficienza, costi e sostenibilità, temi fondamentali per competere nel mercato odierno. “Al fine di offrire prodotti sempre più vicini alle richieste delle aziende – commenta il Presidente – riteniamo che sarebbe opportuno effettuare una ricerca all’interno delle aziende per verificare l’eventuale interesse per pallet su misura da destinare solo alla movimentazione interna dei prodotti in lavorazione”. Anche l’imballaggio industriale in legno sta cambiando il suo ruolo nelle attività delle PMI: le aziende produttrici stanno adottando tecnologie sempre più sostenibili, come processi a basso impatto ambientale, uso di legno proveniente da foreste gestite in modo sostenibile, ecc. Il cliente finale non si limita più a chiedere che la cassa sia sicura e resistente, ma anche e soprattutto ecologica. Come per i pallet, chi ripara gli imballaggi punta alla riduzione dei costi per il cliente finale, allungando nel contempo la vita del materiale. Questa generale modernizzazione degli imballaggi ha radicalmente cambiato negli ultimi anni molte imprese produttrici che hanno trasformato i loro processi produttivi raggiungendo livelli di qualità molto elevati.  L’imballaggio industriale in legno, se viene utilizzato anche per la movimentazione dei prodotti all’interno delle aziende, compreso il magazzino, è un elemento altamente innovatore in quanto contribuisce al raggiungimento di determinati standard qualitativi e di sostenibilità aziendale (miglioramento bilanci ESG, brand reputation, ecc.), ma anche perché aiuta a migliorare l’organizzazione interna del lavoro, mettendo ordine e aumentando la sicurezza anche per i lavoratori.

CNA LEGNO ARREDO
Secondo Valentina Di Berardino, responsabile CNA Produzione, le MPMI che operano nella produzione e riparazione di pallet stanno affrontando una fase di evoluzione importante. Da un lato aumenta la richiesta di prodotti conformi a standard precisi, dall’altro cresce l’esigenza di mantenere competitività in un mercato caratterizzato da margini ridotti e forte pressione sui costi. Per le imprese rappresentate da CNA Legno e Arredo, il pallet non è più un prodotto ‘semplice’: richiede competenze sempre più specifiche, attenzione alla qualità, capacità di garantire continuità di fornitura e un’organizzazione efficiente anche sul piano logistico. Il pallet, dunque, non è più percepito come un semplice supporto logistico, ma come un asset strategico della supply chain. Le recenti crisi delle materie prime e le tensioni sui trasporti hanno aumentato la consapevolezza del suo valore, sia in termini economici sia organizzativi. In questo contesto, la riparazione sta assumendo un ruolo sempre più centrale. Il pallet rigenerato non è più vissuto come una soluzione di ripiego, ma come una scelta consapevole legata a sostenibilità, contenimento dei costi e disponibilità di materia prima. È un cambio culturale evidente, che sta rafforzando l’importanza del recupero e della gestione circolare del prodotto. “Per le aziende che producono e riparano pallet – conferma Di Berardino – cresce dunque la richiesta di qualità, continuità di fornitura e conformità agli standard, con una attenzione anche alla rigenerazione e al riutilizzo, sempre più centrali in un’ottica di economia circolare. In questo ambito il ruolo di Conlegno è percepito come strategico: per molte imprese rappresenta un riferimento tecnico e operativo fondamentale, sia per l’applicazione delle procedure legate allo standard ISPM-15, sia per la garanzia di affidabilità e riconoscibilità sul mercato”.  La presenza di un sistema strutturato e autorevole aiuta le MPMI a lavorare con maggiore serenità, soprattutto nei rapporti con clienti internazionali e grandi operatori. Per le imprese utilizzatrici, appartenenti ai comparti più diversi, il pallet è oggi un elemento critico per garantire continuità produttiva e puntualità nelle spedizioni. La pandemia e le successive crisi delle materie prime hanno reso evidente che la disponibilità di pallet non può più essere data per scontata. Sempre più imprese stanno adottando modelli di gestione evoluti, con attenzione alla standardizzazione, al recupero e al riutilizzo, anche attraverso rapporti più strutturati con fornitori e consorzi. In questo scenario, il pallet diventa parte integrante di una logistica più efficiente e sostenibile. Anche l’imballaggio industriale in legno sta assumendo un ruolo sempre più rilevante. Per i produttori significa maggiore specializzazione tecnica, capacità progettuale e rapidità di risposta alle richieste su misura. Per gli utilizzatori, soprattutto orientati all’export, l’imballaggio industriale è oggi parte integrante della qualità del prodotto, perché tutela la merce, riduce contestazioni e facilita le spedizioni internazionali. Anche su questo fronte Conlegno contribuisce in modo determinante a garantire standard, tracciabilità e affidabilità, elementi sempre più richiesti dal mercato. “In sintesi, pallet e imballaggio industriale in legno stanno vivendo una fase di rivalutazione netta – conclude Di Berardino – Se in passato erano spesso considerati strumenti ‘di servizio’, oggi sono sempre più riconosciuti come elementi chiave per la competitività, la resilienza logistica e la sostenibilità. Dal punto di vista di CNA Legno e Arredo, la presenza di un soggetto come Conlegno diventa ancora più rilevante in questo contesto: accompagna la filiera nella crescita culturale e tecnica, supporta le imprese nel rispetto delle normative e contribuisce a rafforzare l’immagine del legno come materiale affidabile e sostenibile”.  Per le MPMI, poter contare su un riferimento strutturato significa aumentare credibilità, standard qualitativi e capacità di affrontare i mercati internazionali con maggiore solidità.

di Letizia Rossi