La svolta nei pallet EPAL grazie a una legge innovativa – intervista a Giovanni De Ponti
Ma che cosa comporta per tutti gli operatori della filiera rispettare i vincoli nell’utilizzo, dal produttore riparatore fino al commerciante all’ingrosso o al dettaglio, alle imprese di servizi di ristorazione grandi o piccole che siano, comprese le aziende di logistica? Spiega in sintesi il contenuto e gli impatti della legge 182 del 2 dicembre 2025 Giovanni De Ponti, Responsabile Affari Istituzionali del consorzio Conlegno che ha seguito nascita e iter della legge.
Qual è il protagonista della legge? Si parla di ambito di applicazione, importante perché include ed esclude. Si fa riferimento alla norma UNI EN ISO 445:2013 e si parla di: pallet riutilizzabile, inteso come utilizzato per più cicli di utilizzo; di pallet standardizzato, dotato di capitolati tecnici di produzione e riparazione; di pallet interscambiabile, cioè pallet standardizzato, non ceduto né donato e scambiato con medesima tipologia.
Quali sono i vincoli? Sono ammessi i sistemi EPAL ed EUR-UIC, sono esclusi i pooling chiusi o privati. In pratica si normano pallet fungibili, cioè che sono facili da sostituire con altri dello stesso tipo perché le caratteristiche sono le stesse. La nuova legge vale solo in Italia.
Qual è il nucleo della norma? È l’istituzione dei Sistemi Pallet che devono avere queste caratteristiche: ogni sistema dev’essere titolare o gestore di marchi registrati riconoscibili e identificabili; sono indispensabili capitolati tecnici per la produzione e la riparazione; devono essere attivi sistemi permanenti di ispezione assicurati da enti terzi indipendenti; il sito del titolare o gestore deve essere pubblico; infine, occorre adottare una metodologia di calcolo, e la relativa pubblicazione sul sito, del valore medio di mercato del pallet.
Il Comitato Tecnico EPAL di Conlegno garantisce queste prerogative? Sì, ha già ottenuto lo status ufficiale di ‘sistema-pallet’ perché presenta tutti i requisiti; e ha già predisposto il Valore Medio di Mercato, con una metodologia di calcolo curata dal Dipartimento di Economia dell’UNICAT di Milano; verrà pubblicato ogni 4 mesi, il primo è del 15 gennaio scorso.
Veniamo al cuore della norma: che cosa si regola? Primo punto: restituire è obbligatorio, non ci sono più scuse, non si possono mettere in campo soggetti terzi, stato di conservazione, conformità tecnica, ecc. Secondo punto: tipologia e qualità devono essere identiche alla prima consegna; terzo punto, il documento di trasporto non si può modificare, tranne nel caso in cui ci sia o compravendita o cessione a titolo gratuito, da indicare entrambi sui documenti di trasporto o commerciali.
Come viene regolato l’interscambio se è in differita? Il legislatore fa riferimento all’Art. 1996 del Codice Civile, laddove si parla di ‘titolo rappresentativo di merci, cedibile a terzi senza vincoli di forma’ per indicare lo strumento del buono: la norma indica la necessità di emetterlo in forma cartacea e digitale, oggi, ma entro fine 2027 solo in formato digitale. È obbligatorio emetterlo con indicazioni specifiche stabilite dalle linee guida; nel caso in cui la controparte non emetta il buono o lo emetta incompleto, scatta la facoltà di fatturazione immediata.
Ci sono dei vincoli temporali alla restituzione? Gli EPAL vanno restituiti entro 6 mesi, poi scatta l’obbligo di pagamento. La richiesta di recupero pallet va formalizzata entro 6 mesi per avere diritto al pagamento, passati i quali il diritto alla restituzione permane ma va sempre fatta una richiesta formale di recupero pallet. Chiaramente è nullo ogni accordo contrario a queste disposizioni. Infine, i ‘sistemi pallet’ svolgono la funzione di monitoraggio, controllo e di informativa alle autorità in caso di violazioni. Gli stessi ‘sistemi pallet’ e le associazioni di categoria devono redigere linee guida per gli operatori. E il Comitato Tecnico EPAL le ha già predisposte.
Perché è importante la legge 182? Il modello di interscambio basato su pratiche condivise ma volontarie passa a regime governato da regole. E questo risultato è merito di un'intesa tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero della Pubblica Amministrazione e associazioni chiave come Assologistica, Confindustria, Federalimentare, Federdistribuzione, FederlegnoArredo, Unionfood, Consorzio Rilegno e Consorzio Servizi Legno Sughero. Di fatto la legge risponde a questioni ‘spinose’.
Perché era urgente questa regolamentazione? Prima, l'assenza di regole fisse consentiva ad alcuni distributori di trattenere gli EPAL, pure se imperfetti, generando perdite finanziarie notevoli e un circuito secondario opaco, lesivo per l'ambiente. Ora, per la prima volta, è imposto in modalità perentoria la restituzione di EPAL imposta per quantità, tipo e stato a quelli ricevuti. I proprietari legittimi hanno diritto al recupero del bancale integro, oppure al suo equivalente in denaro, tramite un meccanismo di scambio con voucher specifici.
Spesso una norma introduce passaggi complessi e deprime la competitività: anche la 182? L'articolo 2 porta semplificazioni e innovazione digitale. Introduce il ‘voucher bancale’ per gestire scambi in differita: dà al proprietario il diritto di riavere i bancali, come previsto dall'articolo 1996 del Codice Civile. Queste tutele spettano solo a sistemi pallet dotati di marchi protetti, standard tecnici ferrei e controlli continui da enti terzi; il Comitato Tecnico EPAL Italia soddisfa anche quello dei controlli effettuati, per esempio, da Bureau Veritas che in Italia ne compie oltre 2.600 all'anno.
Quali sono gli impatti economici? Partiamo da una premessa per stimarli: in Italia circolano attualmente circa 90 milioni di unità, con oltre 400 milioni di movimenti l'anno; non serviranno sovra–costi per allineare questo packaging terziario da trasporto al Regolamento UE 40/2025 – PPWR in fatto di riutilizzo e riciclo. Già a livello dei primi step del sistema, cioè nelle attività di produzione, riparazione fra imprese del pallet e utilizzatori, il sistema PEREPAL approvato da CONAI e Rilegno offre alle imprese che riutilizzano il 90% di sconto sul Contributo Ambientale Conai: solo nel 2025, sono stati risparmiati oltre 4 milioni di euro.
Ma è credibile il cosiddetto ‘prezzo medio’? Trasparenza totale: dal 15 gennaio 2026, Conlegno rende noti tre volte l'anno il prezzo medio di mercato dei bancali EPAL, calcolato con un metodo scientifico ideato con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Per vigilare sull'applicazione della norma, Conlegno ha incaricato il Prof. Fabrizio Dallari dell'Università LIUC di creare un ‘Osservatorio sull'interscambio’, che controllerà il rispetto delle regole e permetterà di segnalare abusi alle autorità competenti.
In sintesi, che impatto ha questa legge sulla logistica italiana? Trasforma EPAL da regole ‘private’ a pilastro legale; a livello internazionale, l’Italia ha fatto per prima questo passaggio. A livello gestionale, la norma genererà efficienza, taglierà i costi e consentirà un’aderenza quasi automatica al Green Deal europeo. Nel suo favorire il riutilizzo e nel contrastare la dispersione e l’uscita di bancali EPAL dal sistema come conseguenza di pratiche da oggi ‘illegali’, la legge 182 ha un impatto ambientale positivo diretto non indifferente.
di Luca M. De Nardo