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Mercati

Legname di conifere: i mercati si riallineano

01 aprile 2026

Il commercio internazionale di legname di conifere archivia i primi nove mesi del 2025 con una contrazione del 4%: i volumi scambiati sono scesi da 79,8 a 76,8 milioni di metri cubi. Una flessione contenuta nei numeri aggregati, ma che nasconde dinamiche profondamente asimmetriche tra i singoli Paesi, con ripercussioni dirette per gli operatori del settore legno e imballaggi.

Chi guadagna terreno
Il quadro più interessante emerge guardando ai Paesi in controtendenza. La Nuova Zelanda guida la classifica con una crescita del 15%, il risultato più alto a livello mondiale. Segue la Finlandia (+12%), che ha diversificato efficacemente i propri sbocchi verso Regno Unito, Egitto e regione MENA, riducendo l'esposizione ai mercati europei più deboli. L'Austria segna un +8% nettamente al di sopra della media continentale. Brasile (+7%) e Svezia (+1%) completano il gruppo dei 'vincitori'.

Chi perde quote
La Germania registra il calo più pesante con un -14%, riflesso della debolezza strutturale della domanda europea e delle difficoltà del comparto edilizio. Gli Stati Uniti segnano un -11% e il Canada, pur mantenendo il primato di primo fornitore mondiale, cede il 10% dei volumi, penalizzato dalla riduzione della domanda americana. Lettonia e Romania arretrano entrambe del 9%. La Russia, secondo esportatore globale, limita i danni a un -3% concentrandosi su Cina e Uzbekistan.

I mercati che trainano la domanda
Quattro aree assorbono la quota preponderante degli acquisti: gli Stati Uniti si confermano il primo mercato singolo con 23,4 milioni di metri cubi, seguiti da Cina, regione MENA e Regno Unito. Questi ultimi due poli stanno acquisendo un peso crescente, come dimostra il riposizionamento strategico di Finlandia e Nuova Zelanda.

Conseguenze operative

La pressione sui fornitori tradizionali centro-europei potrebbe aprire opportunità di rinegoziazione, ma richiede di valutare l'affidabilità dei volumi nel medio periodo. L'ascesa di Finlandia e Nuova Zelanda suggerisce di allargare il perimetro delle relazioni commerciali. I flussi verso Asia centrale e Cina continuano intanto a ridisegnare la geografia globale del settore.

di Sebastiano Cerullo
Segretario Generale di Conlegno