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Mercati

Nel 2026? Fusioni, digitale e ambiente

01 aprile 2026

Il settore della logistica su legno sta attraversando una trasformazione senza precedenti: se un tempo il mercato dei pallet era frammentato in piccole realtà locali, l'inizio del 2026 delinea un panorama dominato da 'giganti della logistica' e da una gestione data-driven della materia prima. 
È questo quanto emerso dai lavori del 13° Forum Euroblock tenutosi a Freising, a nord di Monaco, a fine gennaio, in occasione del 50° anniversario del lancio sul mercato del primo blocchetto in legno pressato.

Europa: 
l'era dei consolidatori
Il mercato europeo non vende più solo 'bancali', ma soluzioni integrate. Il periodo 2020-2024 ha segnato il picco delle acquisizioni, portando alla ribalta operatori con fatturati elevati e ampia diffusione geografica. A guidare i fenomeni di concentrazione sono quattro grandi player: PGS Group (400 milioni di euro di fatturato, 1.000 dipendenti, 25 milioni di pallet gestiti annualmente in Francia, Benelux, Germania e Spagna); Foresco (600 milioni di euro, 1.800 dipendenti, forte anche nell'imballaggio industriale); Scott Pallets (275 milioni di euro, riferimento nel Regno Unito); Rotom (240 milioni di euro, specializzato nel recupero e nella
riparazione). La strategia dominante è 'Carries Your Business': la transizione dal semplice 'vendere un bancale' al 'facilitare la logistica', con ecosistemi che includono riparazione e pooling (oltre 20-25 milioni di pezzi riparati all'anno), sostenibilità sotto il logo 'Packaging from Nature' e copertura multinazionale con standard uniformi. Il Forum ha evidenziato che entro il 2027 Germania, Italia e Spagna assisteranno a un'ulteriore accelerazione dei processi di integrazione: per le piccole aziende, la sfida sarà trovare nicchie di specializzazione o entrare nei grandi network transnazionali.

Mercati nazionali  a confronto
Negli USA il settore mostra un quadro a due velocità: il patrimonio forestale è in salute (rapporto crescita/esbosco quasi 2:1, tasso di riciclo al 95%), mentre il manifatturiero ha chiuso il 2025 con sette mesi consecutivi di cali occupazionali. In Germania la produzione, tra 110 e 115 milioni di pezzi, segna una ripresa (+5,9% nel terzo quadrimestre 2025), con l'export verso i Paesi Bassi e una domanda dalla Repubblica Ceca in forte crescita (+23,7%). La Polonia domina il sistema EPAL con una quota di mercato dell'80,8% e 30,2 milioni di unità prodotte, puntando con decisione sul prodotto nuovo. La Spagna produce 62 milioni di pallet annui con autosufficienza della materia prima all'80%, ma affronta difficoltà burocratiche nel reperire legname certificato per i criteri ESG. La Cina emerge come il player con la crescita più rapida: 300 milioni di unità prodotte e +26% nell'ultimo anno per gli standard internazionali.

EPAL: digitalizzazione  e PPWR
Il Presidente di EPAL ha confermato un traguardo storico: 1,9 miliardi di euro pallet prodotti dal 1996. Grazie al sistema ‘open pool’, i pallet EPAL sono già conformi all'Art. 39 del Regolamento PPWR come imballaggi riutilizzabili. Con oltre 5,7 milioni di pallet dotati di QR code e l'integrazione di sensori IoT, il pallet diventa un asset tracciabile in grado di misurare persino il risparmio di CO2.

Il mercato del legno  e l'Italia
L'area DACH (Germania, Austria, Svizzera) produce circa 5 milioni di m³ per bilanciare l'eccesso di offerta, e l'Italia si conferma uno sbocco importante: nel 2025 sono stati importati oltre 3,3 milioni di m³, con l'Austria primo fornitore (1,85 milioni di m³). I prezzi del materiale da imballaggio si attestano tra 230 e 240 €/m³, con tendenza al rialzo per costi energetici e scarsità di materia prima. I tre maggiori produttori europei sono Stora Enso (FI, 5,4 milioni di m³), Binderholz (AT, 5,02 milioni) e Vida Wood (SE, 3,35 milioni).

Il mercato italiano
Il quadro nazionale mostra ripresa e crescita, trainate da sostenibilità e conformità agli standard internazionali per l'export. Sul fronte FITOK (ISPM 15), la produzione di imballaggi conformi è cresciuta del 6,2% nel 2025 (da 2.797.348 a 2.970.649 m³); oltre il 61% della nuova produzione è certificata FITOK, segnale di forte vocazione all'export. Per i pallet EPAL si registra una crescita del +2,17%, con i pallet nuovi passati da circa 6,4 a 6,7 milioni di pezzi (+3,53%). La produzione totale italiana è stimata tra 15 e 18 milioni di unità: siamo il terzo produttore EPAL in Europa.
Sul fronte delle importazioni di pallet, dopo il picco di 27,4 milioni di pezzi nel 2021, nel 2024 ci si è attestati a 22,9 milioni. Nei primi nove mesi del 2025 si è registrata una contrazione del 4,6%, interpretabile come segnale di maggiore autosufficienza produttiva o rallentamento della domanda. La Polonia resta il primo fornitore (29% delle importazioni), seguita da Svizzera, Slovenia e Germania.

Tendenze di breve 
periodo
Il 2026 si configura come l'anno della resilienza operativa. In un clima di 'stagflazione settoriale' (costi della materia prima alti nonostante la domanda debole) la sopravvivenza delle aziende dipenderà dalla capacità di integrarsi in grandi network, digitalizzare i processi e rispondere ai requisiti ambientali europei. Emblematici gli studi finalizzati a creare l'impronta digitale di ogni singolo pallet tramite scanner e intelligenza artificiale: il pallet del futuro non è solo un supporto, ma un nodo intelligente della supply chain.

di Sebastiano Cerullo