Imballaggi in legno: prestazioni da misurare e comunicare
Il loro limite principale non è culturale né valoriale, ma strumentale: Rilegno investirà in questa direzione, per aiutare le imprese utilizzatrici ad inserire il legno stabilmente nelle DNF e nella comunicazione.
Lo scorso 14 maggio Consorzio Rilegno, in occasione del convegno “Il valore del legno – Come l’economia circolare disegna il futuro” ha condiviso i risultati della ricerca ‘Il valore del legno nelle strategie di sostenibilità’, curata per conto del consorzio dal professore Francesco Bertolini di SDA Bocconi–School of Management.
OBIETTIVI
Basata sul coinvolgimento di un campione di 40 imprese, la ricerca punta a trovare strumenti per valorizzare e comunicare cultura e qualità del legno lungo tutta la filiera.
Quattro gli obiettivi della ricerca:
1) analizzare la percezione del legno;
2) identificare i benefici competitivi;
3) definire strategie di comunicazione;
4) rafforzare Rilegno come punto di riferimento per riciclo e gestione sostenibile degli imballaggi in legno.
LE BASI DELLE PERCEZIONI
Dopo aver fissato il valore del legno su prestazioni reali e riconosciute (rinnovabile, biodegradabile, riusabile e riciclabile sia negli scarti sia a fine vita, certificabile), lo studio si è focalizzato su efficienza, costi, impatto ambientale del packaging in legno. Ma quanto le imprese sono consapevoli di avere “in casa” un asset competitivo in fatto di sostenibilità? Quelle coinvolte hanno risposto ad un questionario articolato in 6 domande adatte a 8 settori di utilizzo in ambito food, non food e distributivo-logistico, per avere la più alta rappresentatività possibile degli esiti di ricerca.
Le risposte hanno rivelato forza e debolezza d’immagine: naturale e sostenibile le più gettonate, ma l’associazione alla sostenibilità non è fra le prime: quindi, occorre migliorare l’informazione e sensibilizzare i decisori delle imprese. “È tradizionale, bello e resistente” hanno risposto in molti: riconoscimento lusinghiero ma che rischia di relegare il legno a una dimensione più culturale che innovativa.
INDICAZIONI UTILI
PER INNOVARE
“Lo studio fornisce l’immagine di un materiale con una forte reputazione positiva – sottolinea il presidente di Rilegno Nicola Semeraro – Come consorzio dobbiamo trasformare questa percezione ‘naturale e tradizionale’ in una narrazione ancora più orientata a sostenibilità, riciclo e innovazione; vogliamo che le imprese siano consapevoli del ruolo strategico del legno nell’economia circolare”.
Ad una domanda specifica rispetto ad altri materiali, il giudizio di maggiore sostenibilità è netto: è un segnale forte, ma non sufficiente, secondo il presidente Semeraro. Lo studio ha coinvolto le imprese analizzando la percezione di prestazioni specifiche fra legno e gli altri materiali ed è qui che emergono in maniera più specifica i campi in cui sviluppare informazione e comunicazione.
UNA QUESTIONE
DI IDENTITA’
Il 70% del campione ammette di ricorrere al packaging in legno, ma solo 22 su 28 aziende dichiarano di usare imballaggi in legno e indicano esplicitamente l’utilizzo di pallet: forse che non associano il pallet all’imballaggio? Sarà un aspetto sul quale agire.
“Qui sta il principale risultato dello studio – sottolinea Semeraro – In molte aziende il pallet è visto come uno strumento logistico, un elemento infrastrutturale indispensabile ma non viene spontaneamente incluso nella categoria del packaging. Questo gap limita la valorizzazione del suo ruolo: il pallet non viene considerato nella valutazione dell’impronta ambientale degli imballaggi, non compare nei KPI di sostenibilità o nei report ESG, non viene valorizzato come uso di materiale rinnovabile, riutilizzabile e riciclabile: è paradossale!”
CRITERI DI ACQUISTO
Nella scelta dei materiali per gli imballaggi prevalgono criteri funzionali ed economici, quali resistenza/protezione e costo, mentre l’impatto ambientale si colloca su un piano secondario: il packaging è più come una necessità tecnica che uno strumento strategico di posizionamento o comunicazione.
Tra i vantaggi più citati c’è la ‘riutilizzabilità’, mentre non sono abbastanza citati valori quali ‘maggior protezione’ legata all’alta resistenza richiesta da tutti nel scegliere il packaging. Insomma, l’imballaggio in legno viene vissuto soprattutto come strumento tecnico e non come veicolo di valore o immagine.
Tra le criticità dichiarate come più importanti vi sono costi, regole sanitarie o doganali e gestione logistica. Eppure sono ‘problemi’ che in realtà godono da tempo di soluzioni applicate, concrete ed efficaci: altro aspetto su cui occorre ‘lavorare’ a livello di comunicazione.
Infine, peso e ingombro sono sentiti come criticità, un percepito da non sottovalutare in vista di un miglioramento di informazione e comunicazione delle imprese del settore.
Lo studio di SDA Bocconi ha chiesto se si dispone di un sistema di rendicontazione di sostenibilità sui temi sociali e di governance: il 72% sì, ma l’87% non usa il legno come elemento di comunicazione della sostenibilità, quindi esiste un ampio spazio di intervento per aiutare le imprese a colmare il divario e ad usare il legno e i suoi imballaggi come alleati espliciti e riconoscibili nella comunicazione. Mancano strumenti di misurazione delle prestazioni ambientali: il packaging in legno ha un valore intuitivo o implicito, ma non come dato oggettivo da dimostrare, quantificare e raccontare. Rilegno intende supportare le aziende con strumenti semplici, affidabili e riconosciuti per misurare e rendicontare i benefici ambientali, strumenti che le aziende riconoscono come utili.
di Sebastiano Cerullo
Direttore Generale di Conlegno