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Tecnologia

Cinque idee per innovare produzione e prestazioni del pallet

01 settembre 2026

I sottoprodotti e il legno di riciclo possono diventare materia prima per la produzione di bancali ad alte prestazioni  sia tecnico-economiche, sia ambientali.

È giunta alla terza edizione l'annuale Creative Challenge  promossa da Conlegno in collaborazione con il Dipartimento  di ingegneria gestionale, economica e industriale  del Politecnico di Milano. L'ingegnere Federica Costa, docente a contratto e ricercatrice, ha raccolto il tema della sfida  e seguito gli studenti nel rispondere al quesito: ‘Circular Strategies for a Sustainable Pallet Industry’. Analizzata da una giuria composta da tecnici,  responsabili di consorzi e imprenditori  della filiera del legno e dei rifiuti, la competizione ha decretato un progetto  vincitore e un altro meritevole  di menzione lo scorso 16 giugno  a Milano, presso l'OPEX Center di via Lambruschini.

Ridurre la dipendenza dal legno vergine nel settore pallet è una delle sfide più concrete dell'economia circolare italiana. I costi dei segati di conifera hanno subito impennate significative, alimentati da una domanda che mette in competizione diretta l'industria del pallet con edilizia e arredo. I boschi italiani, storicamente poco produttivi e frammentati, non colmano il divario, e i costi di importazione crescono insieme all'instabilità geopolitica dei principali paesi fornitori. In questo contesto la Creative Challenge ha prodotto cinque proposte che raccontano come si possa riconfigurare un oggetto solo apparentemente banale, ma denso di funzioni tecniche, economiche e ambientali e gestionali.

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Woodish, Orsini e Putignano
I blocchetti del pallet, che lavorano a compressione, vengono già prodotti con successo usando legno riciclato. Le tavole, invece, lavorano prevalentemente a flessione, e qui il riciclato mostra un calo prestazionale difficile da ignorare: la resistenza scende da 24 a 10,4 N/mm², il modulo elastico da 11.000 a poco più di 2.000. Chiara Orsini e Gaia Putignano hanno puntato sull'Arundo donax, la canna comune, classificata dall'UE tra le quindici specie invasive con maggiore impatto ambientale. La proposta prevede una struttura sandwich a tre strati con un core costituito da un mix di legno riciclato e fibre di Arundo al 10–35%. I dati scientifici supportano la scelta: le migliori configurazioni raggiungono valori di MOR superiori a 15 MPa, compatibili con la classe P4 della norma EN 312. La soluzione è progettata per integrarsi nel processo produttivo di IREN con modifiche minime. L'approccio modulare completa il quadro: solo 5 delle 11 tavole vengono sostituite con il materiale ibrido, mantenendo legno vergine nelle posizioni strutturalmente più critiche. Il peso di legno massiccio da sottoporre al trattamento termico ISPM 15 si riduce di circa il 50%, con un risparmio economico diretto.
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WoodLoop, Rossi e Tannoury
Tommaso Rossi e Serena Tannoury hanno lavorato per potenziare meccanicamente il pannello truciolare riciclato già esistente, prendendo come riferimento il Pannello Ecologico di Gruppo Saviola, prodotto al 100% da legno post-consumo. Il problema è sempre la flessione: il truciolare riciclato raggiunge appena 13 MPa di MOR contro i 16–22 MPa del massiccio C22. La soluzione consiste nell'inserire listelli longitudinali di abete C16 all'interno del pannello, con una logica mutuata dall'ingegneria strutturale: il listello agisce come armatura, aumentando il momento di inerzia della sezione. La configurazione ottimale prevede due listelli per tavola con il 90% di contenuto riciclato, per un costo stimato tra 118 e 145 €/m³ contro i 150–250 €/m³ del legno vergine. Sostituendo tre tavole superiori, si riduce l'utilizzo di legno vergine del 17%, che sale al 43% includendo i blocchetti già riciclati. Il processo produttivo richiede modifiche limitate, e la compatibilità con i requisiti EPAL è ritenuta raggiungibile, pur richiedendo prototipi e test meccanici per la validazione definitiva.
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ModPal, Merlini e Pantò
Guia Merlini e Ilaria Pantò hanno sviluppato la proposta concettualmente più sistematica, partendo da un'osservazione precisa: non tutti i componenti del pallet si rompono allo stesso modo. Le tavole cedono per flessione e taglio; i blocchetti vengono danneggiati quasi esclusivamente dagli urti dei carrelli elevatori.  Da questa distinzione nasce ModPal, che assegna a ciascun componente il materiale circolare più adatto alla sua funzione. Le tavole diventano ‘Armoured Boards’: pannelli truciolare in riciclato oltre il 70%, rinforzati da un listello di sfrido di segheria secondo la logica del cemento armato. I blocchetti vengono realizzati in gomma riciclata da pneumatici fuori uso, che assorbe meglio l'energia d'impatto. Le traverse rimangono in legno vergine nella fase uno, per poi passare a WPC strutturale dopo validazione ISO 8611. La connessione viene parzialmente affidata a viti reversibili in sostituzione dei chiodi, per abilitare la riparabilità del singolo componente. L'analisi economica mostra un costo per ciclo d'uso inferiore rispetto all'EPAL tradizionale, grazie alla maggiore vita utile e ai risparmi sul trattamento ISPM 15.
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Pallet ibrido orientato, Mannucci e Sciotti
Alessandra Mannucci e Aurora Sciotti hanno approfondito l'orientamento delle particelle, tecnologia già nota nell'industria dei pannelli ma raramente applicata al pallet. La logica è analoga a quella dell'OSB: le scaglie longitudinali negli strati esterni aumentano la resistenza a flessione nella direzione del carico. Il truciolo fine prodotto dal processo di IREN non è però orientabile: servono particelle abbastanza lunghe. La proposta prevede di intercettare una frazione lunga a monte della triturazione fine, tagliarla in mini-scaglie con un flaker, e usarla per gli strati esterni di una tavola a tre zone: superfici con mini-scaglie orientate, interno con particelle riciclate standard. La soluzione viene applicata a sole due delle cinque tavole superiori intermedie, le meno sollecitate. Portando lo spessore a 25 mm, la deformazione relativa si riduce di circa 1,5–2 volte quella del legno massiccio. Il piano pilota prevede un budget fino a 150.000 euro con IREN come partner industriale di riferimento.
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Cartoncini Group, Bertoncini e Carciofi
Lorenzo Bertoncini e Danilo Carciofi hanno presentato la proposta più ampia: non solo un nuovo materiale, ma un sistema integrato che affronta tre problemi distinti: dipendenza dal legno vergine, downcycling a fine vita e invisibilità degli asset. La tavola StrandSpine è una tavola multistrato a cinque strati prodotta da strand orientate ricavate dai pallet a fine vita non riparabili: strati esterni in frazioni fini per superfici compatte, strati intermedi in strand (scaglie di legno lunghe e piatte) orientate per la resistenza a flessione, interno in strand medie. I valori di MOR riportati in letteratura sfiorano i 65 MPa nella direzione orientata. La soluzione viene applicata a sei delle undici tavole. Il Pallet Passport è il secondo pilastro: un QR code sul blocchetto d'angolo collegato a un record cloud con storico di cicli, riparazioni e condizione stimata via intelligenza artificiale, al costo di circa 0,10 euro per pallet. Il sistema anticipa i requisiti del Digital Product Passport previsti dal regolamento europeo PPWR entro il 2030 e abilita una manutenzione predittiva che riduce la rottamazione precoce su tutta la flotta.

Il progetto che ha ricevuto  la Menzione Speciale della giuria è quest’ultimo, mentre quello vincitore  è il primo, Woodish. 
La competizione sarà riproposta il prossimo anno.

di Sebastiano Cerullo
Direttore Generale di Conlegno