Un nuovo riferimento tecnico per le classi T
Per le tavole di abete dell'arco alpino italiano, classificate a vista nelle categorie S10 e S10+, Conlegno completa un progetto di caratterizzazione meccanica a trazione.
La disponibilità di tavole qualificate secondo la resistenza meccanica rappresenta un passaggio decisivo per lo sviluppo delle costruzioni in legno. Il tema è particolarmente rilevante per i prodotti incollati, come il legno lamellare e i pannelli CLT/X-LAM, nei quali le tavole costituiscono la materia prima per la realizzazione di tali elementi strutturali. In queste applicazioni, la conoscenza del comportamento a trazione parallela alla fibratura è essenziale per collegare la classificazione del materiale alle prestazioni richieste dal quadro normativo europeo.
In questo contesto, si inserisce il progetto promosso da Conlegno per la caratterizzazione meccanica a trazione delle tavole di abete provenienti dall’arco alpino italiano, classificate a vista secondo la resistenza meccanica. L’attività ha portato alla predisposizione di un report di classificazione per le categorie qualitative S10 e S10+, secondo la DIN 4074-1:2026, e all’assegnazione di classi di resistenza a trazione secondo EN 338:2016.
Il progetto nasce da un’esigenza concreta della filiera. Con la pubblicazione della EN 1912:2024, le assegnazioni tra specie legnose, provenienze geografiche, categorie visuali e classi di resistenza sono state aggiornate in modo significativo. Tra le novità più rilevanti vi è l’introduzione delle classi di resistenza a trazione, comunemente indicate come classi T, riferite in particolare alle tavole di conifera destinate alla produzione di prodotti incollati. Per il materiale proveniente dall’arco alpino italiano era quindi necessario sviluppare una valutazione specifica, fondata su dati sperimentali e coerente con le norme europee applicabili.
Un aspetto qualificante dell’attività riguarda l’inquadramento del materiale: il progetto ha considerato abete rosso (Picea abies) e abete bianco (Abies alba) nell’ambito dell’area alpina, tenendo conto della prassi industriale con cui le due specie sono normalmente approvvigionate e lavorate. Tale impostazione consente di rappresentare in modo più aderente la realtà della filiera, nella quale la selezione della materia prima dipende da fattori geografici, produttivi e commerciali strettamente interconnessi.
La classificazione delle tavole è stata effettuata a secco secondo la regola “Bretter/Bohlen” della DIN 4074-1:2026: la regola consente di valutare a vista le principali caratteristiche che influenzano la resistenza meccanica del legname segato di conifera, tra cui nodi, ampiezza degli anelli, fessurazioni, deformazioni e altre caratteristiche rilevanti ai fini strutturali. La classificazione a vista, quando supportata da un adeguato processo di caratterizzazione, rimane uno strumento importante per collegare criteri verificabili alle prestazioni del materiale.
La parte sperimentale ha riguardato prove di trazione parallela alla fibratura e la successiva elaborazione dei risultati secondo le procedure previste dalla EN 384:2016+A2:2022. L’obiettivo non era soltanto descrivere il comportamento meccanico del materiale, ma trasformare i risultati in uno strumento utilizzabile dalla filiera, capace di supportare le imprese nei processi di qualificazione e nella corretta destinazione d’uso delle tavole.
Le ricadute applicative sono particolarmente significative per la produzione di legno lamellare incollato e pannelli CLT/X-LAM, prodotti per i quali la qualificazione delle tavole assume un ruolo centrale perché le prestazioni dell’elemento finale dipendono dalla resistenza dei componenti di partenza. La disponibilità di un riferimento tecnico per le categorie S10 e S10+ contribuisce quindi a rendere più chiaro e strutturato il percorso di impiego del materiale proveniente dall’arco alpino italiano in filiere ad alto valore aggiunto.
Accanto agli impieghi nei prodotti incollati, il progetto apre ulteriori possibilità per l’utilizzo delle tavole come elementi strutturali singoli. Rientrano in questo ambito soluzioni in cui le tavole sono impiegate come elementi diagonali in sistemi intelaiati, contribuendo allo sviluppo di sistemi costruttivi leggeri, efficienti e coerenti con le logiche della prefabbricazione in legno.
L’attività è stata sviluppata da Conlegno in collaborazione con Filiera Legno, MiCROTEC e Holzforschung München, centro di ricerca della Technical University of Munich. La partecipazione di soggetti con competenze complementari ha consentito di integrare conoscenze di filiera, capacità sperimentali, competenze normative e tecnologie di classificazione, con l’obiettivo di produrre uno strumento utile non solo sul piano scientifico, ma anche su quello operativo.
Il completamento del progetto rappresenta un risultato importante per le imprese che operano nella prima lavorazione e nella produzione di componenti strutturali. In un mercato in cui la disponibilità di materiale qualificato è sempre più determinante, strumenti di questo tipo contribuiscono a valorizzare le risorse forestali disponibili, ridurre le incertezze tecniche e favorire un uso più consapevole del legno nazionale nelle costruzioni.
Conlegno conferma così l’impegno nello sviluppo di riferimenti tecnici a supporto della filiera del legno strutturale. La classificazione secondo la resistenza non è soltanto un requisito tecnico, ma anche uno strumento per aumentare la conoscenza della materia prima, migliorarne la destinazione d’uso e rafforzare il ruolo del legno nelle costruzioni contemporanee.
di Matteo Izzi e Sebastiano Cerullo
Conlegno